Italy – Beer Country

Bryan Jansing Paul Vismara sono Americani, due amici con la passione per la birra: si sono conosciuti al Falling Rock Tap House di Denver, quando Bryan lavorava lì e Paul era assiduo frequentatore del posto. Oggi, il primo è uno scrittore, il secondo un disegnatore. L’idea di scrivere un libro sulla scena brassicola italiana nasce da un viaggio di Bryan in Italia nel Natale 2012. Qui, vicino a Roma, vivono i suoi genitori. Durante la permanenza, per consiglio di un amico, Bryan finisce in alcuni locali di Trastevere. Lui già conosce Roma, c’è già stato in passato e sa bene che esiste una scena birraia in fermento. Ma questa volta rimane letteralmente folgorato: “Rimasi davvero sorpreso quando raggiunsi Trastevere e mi imbattei nel “Bir&fud” e nel “Ma che siete venuti a fà“. Capii immediatamente che tutto ciò mi era molto familiare: sembrava di rivivere la realtà di Denver nel 1997, quando iniziai a lavorare presso la famosa Falling Rock Tap House di Denver, Colorado.” (Link). Al suo ritorno a Denver, Bryan chiama Paul e gli racconta ciò che ha visto in Italia.

I due da tempo coltivano l’idea di fare qualcosa assieme. Questa è l’occasione che aspettavano. Il libro “Italy – Beer Country” racconta le vicende dei pionieri della scena brassicola italiana. La storia è fatta di date e di nomi. La data in cui inizia tutto è il 1996 e i nomi sono quelli di Teo Musso di Baladin, di Agostino Arioli del Birrificio Italiano, di Davide e Giampaolo Sangiorgi del Birrificio Lambrate, Alessandro ed Enrico Borio del birrificio Beba e tanti altri. Si racconta di come l’ostinazione di questi personaggi abbia reso possibile la nascita di un movimento, che negli anni a venire sarebbe esploso in maniera esponenziale, nonostante le difficoltà storiche, di quegli anni, legate alla mancanza di supporto da parte delle istituzioni (mancanza totale di normative), all’attrito culturale dei consumatori ai quali è stato insegnato gradualmente che “la birra non esiste, ma esistono tante birre“, ai problemi di convivenza e alla mancanza di collaborazione dovuti all’attitudine “campanilista” intrinseca nel modo di pensare degli italiani (e quindi anche di birrai, se questi sono italiani). Viene fuori che, soprattutto inizialmente, l’idea di produrre birra artigianale era necessariamente legata a filo diretto con quella di gestire un locale che facesse contemporaneamente cultura ed educazione al consumo di un prodotto che di fatto era nuovo per molti e nelle corde di pochi appassionati.

Tra i nomi di questi evangelisti spicca nel racconto quello di Manuele Colonna, “publican” del locale “Macchè” e fondatore a Testaccio del circolo di cultura birraria Bierkeller, frequentato tra gli altri da nomi come Mike Murphy, allora allo Starbess, Leonardo Di Vincenzo e Lorenzo Da Bove.

Il libro, del 2014, è per ora disponibile solo in lingua inglese, un inglese per fortuna abbastanza semplice.

Alcuni riferimenti:
Italy Beer Country
Cronache di Birra

Di Nicola Serra

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