Intervista a Francesco Caboni e Fabio Ledda di Birra Terrantiga

A tu per tu con il vulcanico Francesco Caboni e con il suo braccio destro Fabio Ledda di Birra Terrantiga di San Sperate, alla scoperta di uno dei più interessanti progetti brassicoli made in Sardinia.

Ciao Fabio, come nasce il progetto Birra Terrantiga?

(Fabio Ledda) Il progetto Birra Terrantiga nasce nel 2010 da un’idea di Francesco Caboni, appassionato homebrewer e produttore di idromiele, che ha trasferito la propria passione e il proprio estro birrario sperimentando stili e facendoli propri nella caratterizzazione territoriale, mediante l’utilizzo di vari elementi del territorio regionale.

La pompia di sardegna, il miele bio di propria produzione, il ginepro, le pesche di San sperate, il Farro di Sardegna, le arance amare di Sardegna sono gli elementi che caratterizzano le produzioni birrarie, in equilibrio con lo stile di riferimento, per una bevuta mai banale e sempre in continua evoluzione, con un’attenzione al gusto e a una domanda crescente dei prodotti di qualità.

Quante e quali tipologia di birra producete?

(Fabio Ledda) Produciamo 6 tipologie di birra: tre birre classiche, disponibili tutto l’anno (ISTADI – birra al farro di Sardegna e miele d’arancio, NIBARI – IPA al ginepro di Sardegna, BRESCA – Honey american pale Ale al miele d’arancio) e 3 birre stagionali, legate alla disponibilità degli elementi caratterizzanti (CITRA – session IPA alla Pompia di Sardegna, PRESSIUS – marzen alle pesche di San Sperate, ATLANTIDE – Pacific Pale Ale con succo e buccia di arance di Sardegna.

Unitamente alla gamma stabile, portiamo avanti un progetto denominato “Pressius Generator”, che interpreta il tema della birra alle pesche in uno stile diverso ogni anno, con un etichetta unica a tiratura limitata, realizzata per noi da un artista locale.

In aggiunta produciamo una Helles, denominata Trassa, e la TamaNera, una dry stout alle fave di cacao. Queste ultime due birre ad oggi sono disponibili nel formato esclusivo in fusto.

Birra Istadi Terrantiga


Capitolo a parte per Istadi, fresca vincitrice a Birra dell’Anno 2020 nella categoria dedicata ai cerali speciali. Raccontaci come nasce.

(Fabio Ledda) Istadi è la prima birra Terrantiga, che quest anno compie 10 anni. È stata per anni la nostra “birra chiara”, una birra al farro e avena, impreziosita dal miele d’arancio.

Una birra difficilmente collocabile in uno stile rigoroso, in quanto nasce come blanche sui generis. Non utilizzando speziature di scorze e coriandolo ci siamo affidati al solo miele d’arancio. La sua limpidezza la rende difficilmente riconoscibile come una blanche tradizionale. L’utilizzo di farro e avena la colloca nella categoria delle birre con cereali speciali, ma di fatto la sua luppolatura generosa di tipo americano la potrebbe tranquillamente posizionare nella categoria delle White IPA.

Francesco, possiamo definirvi come apicoltori birrari: quanto è importante per voi il legame con il territorio?

(Francesco Caboni) È essenziale da sempre il nostro motto è stato quello di legare le birre al territorio di appartenenza ma ovviamente questo diventa un problema quando le materie prime arrivano dal nord Europa. Allora ci siamo concentrati su elementi singoli che sono essenziali per caratterizzare e rendere una birra Terrantiga diversa dalle altre, il nostro miele, la pompia, le pesche, vogliamo che questi elementi leghino le birre al territorio ma non vogliamo forzare a tutti i costi un risultato, il prodotto finale deve essere sempre piacevole, semplice, originale ma mai forzato.

Francesco Caboni – Birra Terrantiga

Dal 2010 anno di nascita di Terrantiga cosa è cambiato nella vostra filosofia produttiva? 

(Francesco Caboni) Più che altro è cambiato il mondo della birra artigianale, noi siamo stati pionieri per le birre alla frutta con uso di pesche e agrumi o con le spezie con l’uso del ginepro, all’inizio eravamo visti in modo decisamente strano, ora addirittura al contrario ci si aspetta che ogni nostra birra debba avere qualcosa di strano o particolare a prescindere, ma non è così.

Ogni elemento è sempre in funzione dell’idea del prodotto che vogliamo fare. inoltre il mercato è cambiato molto passando da una vendita che prediligeva le bottiglie ad una concentrata sui fusti. Sicuramente il mercato è più affollato di 10 anni fa con ottimi nuovi interpreti ma anche tanti improvvisati che non fanno altro che creare confusione, quello che per noi è importante è puntare sempre alla qualità assoluta facendo in modo che i nostri clienti non siano mai delusi dai nostri prodotti.

Cosa è cambiato nell’atteggiamento del consumatore di birra artigianale rispetto a dieci anni fa?

(Francesco Caboni) Se prima c’era tantissimo pubblico che provava tante birre per curiosità, ora invece il mercato è più legato a chi ama il nostro prodotto e che già lo ha provato, segno che forse in troppi consumatori non hanno avuto grandi esperienze con la birra artigianale, ma la colpa non è sempre dei produttori poco accorti, spesso è la catena di distribuzione che non è ottimizzata per un prodotto così fragile.

È facile rovinare una birra artigianale e soprattutto chi la vende deve capire che deve trattare il prodotto con il rispetto che si darebbe ad un alimento deperibile. Anche gli impianti spina spesso non sono gestiti a dovere, insomma secondo noi in questo momento è essenziale che chi propone le birre artigianale dal cameriere al titolare sia fortemente motivato e formato, oppure si rischia di far fare brutte esperienze ai consumatori.

Fabio Ledda – Birra Terrantiga

Come vedi lo stato di salute del comparto birra artigianale in Sardegna? 

(Fabio Ledda) Non buono, per i motivi citati prima. La birra artigianale non può competere con il prezzo di una industriale, eppure spesso ci si scontra contro una mentalità che paragona i due prodotti. Forse c’è stato un errore di fondo da parte di tutti, quello di rincorrere i volumi a tutti i costi perdendo di vista i margini, ma alla luce dei fatti non ha funzionato: tutti i birrifici più grossi hanno venduto all’industria, BirraDelBorgo, Ducato, Toccalmato, e in tanti di fronte ad un’offerta concreta venderebbero la propria attività. Segno che non puoi competere facendo alta qualità a prezzi stracciati.

E in Italia? 

(Fabio Ledda) L’unico vantaggio in italia è che piazze come Milano e Roma sono aree dove la birra artigianale è fortemente sdoganata e ha permesso a fenomeni come Lambrate di nascere e prosperare. 

Ad oggi si assiste a una crescita del numero dei birrifici, ma il mercato non sembra crescere abbastanza per reggere un’offerta sempre crescente. Si assisterà inevitabilmente a una sofferenza di tutto il settore.

Parliamo di distribuzione, dove è possibile trovare le vostre birre?

(Fabio Ledda) Ovviamente a San Sperate da ADA ristorante e Dot vini Enoteca, riponiamo inoltre molta fiducia nella vendita on line, attraverso il nostro sito www.terrantiga.org, non abbiamo accordi con distributori di zona e facciamo solo vendita diretta, presso le principali enoteche, beershop e locali per quanto riguarda i formati bottiglia 33cl e 75cl e i fusti.

Ad oggi se volete bere una Nibari, un’Istadi o una Pressius alla spina potete andare a trovare gli amici di Ellusu nel corso, da Salsamenteria, al Mozzo, oppure abbinarle alle eccellenti pizze di Sa Scolla a Cagliari e a Baradili, o di Framento, sempre a Cagliari, o del panificio Porta.

Ma forniamo clienti in tutta la sardegna e in alcuni locali della penisola.

Continuiamo inoltre a percorrere l’isola in lungo e in largo in fiere e manifestazioni, con lo stesso entusiasmo di dieci anni fa, per promuovere le nostre produzioni e farle conoscere a un pubblico sempre più vasto.

Ci fai il nome di un birraio sardo e uno nazionale che stimi?
 

(Francesco Caboni) Sardo sicuramente Fabio Serra (Birrificio 4 Mori ndr) perché l’ho visto cominciare da homebrewer, eppure dopo con tanta caparbietà e studi ha raggiunto risultati di assoluto prestigio, che lo collocano tra i birrai del futuro.

A livello nazionale sono legato affettivamente ad alcuni produttori, Lorenzo Bottoni perché è stato veramente un grande pioniere, mai banale e veramente molto competente, poi metterei Riccardo Franzosi perché è un vero artigiano con la A maiuscola, poi ovviamente Graziano Migliasso con il quale collaboro da diversi anni e Bruno Carilli perché ha dato un tocco di grande professionalità al settore.

Qual e la birra più rappresentativa di Terrantiga e quella di un altro birrificio che avresti voluto produrre? 

(Francesco Caboni) Tutte le birre che facciamo rappresentano qualcosa o un esigenza, è come dire ad un gruppo musicale quale pezzo ama di più. Le prime birre ovviamente sono quelle dove si è lavorato più intensamente come nel caso dell’Istadi della Bresca e della Nibari. Ma magari la più indicativa è la Pressius per via delle pesche di San Sperate.

La birra di un altro birrificio che avrei voluto produrre, per gusto personale, è la Curieux (Bourbon Barrel Aged Tripel) del birrificio Allagash.

La birra italiana che avrei voluto produrre è la MyAntonia di Borgo, una birra che ha cambiato il craft italiano. 

12. Progetti futuri? Potete anticiparci qualcosa?

(Fabio Ledda) In questo momento siamo concentrati nel progetto del decennale Terrantiga, che cade al prossimo giugno.

Ci sarà una serie di iniziative presso i nostri clienti più affezionati che culminerà con un evento pubblico in una location suggestiva, per festeggiare assieme a tutti gli amici il decennale della prima cotta di Istadi.

Grazie ragazzi, ci vediamo presto per brindare assieme con un’Istadi!

Stefano Serci.

Altre storie

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Ultimi articoli

Advertisment
Advertisment

E ancora...

Nuovo podio per Collesi in Germania, al Meininger’s International Craft Beer Award: oro per Ipa e altri due argenti

Tre nuove medaglie, un oro e due argenti, arrivano alle birre Collesi direttamente dalla patria della birra, la Germania. A conquistare il...

Birrificio Italiano: HOP TONY, HOP, la 1ª birra prodotta esclusivamente con luppolo autoctono italiano

IL PROGETTO - Grazie all’infaticabile lavoro di ricerca portato avanti nel mondo del luppolo italiano, Italian Hops Company è riuscita quest’anno in...

Storie post lockdown: Birrificio Birranova e Asatt insieme per fare rete

Ripartire facendo rete, ricominciare dalle belle amicizie. Questo il presupposto che ha dato il via ad un’originale collaborazione fra due brand dall’identità molto diversa ma...

Iscriviti alla Newsletter

Rimani aggiornato! Iscriviti alla newsletter per scoprire tutte le novità sul mondo della birra artigianale in Italia!