Il Birrificio Cittavecchia festeggia i grandi traguardi raggiunti

Il noto birrificio triestino si riafferma al Concorso Birra dell’Anno 2018 e aumenta la propria capacità produttiva per la seconda volta in due anni.

Il Birrificio Cittavecchia ha ricevuto in questi giorni la notizia dell’assegnazione di un premio al recente Concorso Birra dell’Anno 2018.

Ormai è consuetudine partecipare alle competizioni, ma non per Cittavecchia che in passato vi ha partecipato raramente. Non stupisce pertanto la sorpresa e la gioia di tutti i componenti del team nell’apprendere che i riconoscimenti non si sono fatti attendere. L’anno scorso con il Premio Cerevisia (organizzato dal BaNAB) è stata premiata la WEIZEN, mentre è di questi giorni la notizia che il Concorso Birra dell’Anno ha premiato la FORMIDABLE, classificatasi prima nella categoria delle Strong Ale. Assegnata anche una menzione d’onore alla KARNERA, la stout dedicata al noto pugile friulano per la sua forza e potenza e che già nel 2008 si era classificata prima nella sua categoria allo stesso concorso.

Birra dell’Anno è un concorso organizzato da Unionbirrai, l’Associazione di categoria dei microbirrifici italiani a cui, nei primi anni di operatività, ha preso parte anche il mastrobirraio dell’azienda Michele Barro, in qualità di consigliere e designer della bottiglia artigianale italiana.

L’edizione 2018 del concorso è da record: i birrifici in gara erano 279, per un totale di 1650 birre in concorso nelle 41 categorie previste. La giuria era composta da 84 giudici di cui ben 48 stranieri provenienti da 19 paesi, dall’Europa, ma anche dalle Americhe e dall’Estremo Oriente. Sede della premiazione il Beer Attraction, la fiera di settore ormai più conosciuta d’Italia, dove per Cittavecchia ha ritirato il premio Elvira Ackermann, Presidente delle Donne della Birra, associazione al femminile di cui anche le socie del birrificio fanno parte.

Non finiscono qui i motivi per i festeggiamenti poiché il birrificio ha appena concluso una serie di investimenti, ampliando la propria capacità produttiva per ben due volte in due anni e passando dagli iniziali 80 hl agli attuali 300, formula che porterà l’azienda triestina ad un potenziale produttivo di non meno di 2500 hl annui. Il nuovissimo impianto di imbottigliamento, in funzione da fine marzo, garantirà inoltre la velocità del confezionamento e quindi anche la qualità dei processi.

Restare al passo coi tempi dotandosi di attrezzature tecnologicamente all’avanguardia è fondamentale in questo settore così competitivo – afferma Giulio Ceschin socio e responsabile ricerca & sviluppo – e ci garantisce gli standard qualitativi necessari per affrontare le sfide del mercato con prodotti che, sia in qualità che in numeri, sanno essere all’altezza delle aspettative dei consumatori più esigenti.

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