Dal 2020 BeerAttraction cambia nome: diventa Beer&Food Attraction

Beer Attraction diventa Beer&Food Attraction. Davanti ad un mondo horeca in continua e rapida crescita, Italian Exhibition Group gioca d’anticipo e risponde con una proposta espositiva per il 2020 che darà vita a “The eating out experience show”.

L’annuncio è stato dato oggi dall’amministratore delegato di IEG, Ugo Ravanelli, durante l’inaugurazione della quinta edizione di Beer Attraction, la manifestazione dedicata a birre artigianali e speciali, che si tiene alla fiera di Rimini fino a martedì assieme a Food Attraction, dedicato al foodservice e ai nuovi format di ristorazione, BBTech Expo, fiera professionale delle tecnologie per birre e bevande e a International Horeca Meeting, l’evento del fuoricasa di Italgrob, Federazione Italiana Distributori Horeca.

All’apertura ufficiale sono intervenuti l’assessore regionale all’Agricoltura, Caccia e Pesca Simona Caselli, il sindaco di Rimini Andrea Gnassi, il presidente Unionbirrai Vittorio Ferraris, il presidente Italgrob Vincenzo Caso, il presidente FIC Rocco Pozzulo e, appunto, l’amministratore delegato di IEG Ugo Ravanelli.

“La manifestazione – ha introdotto Ravanelli – è cresciuta tanto da passare da 7 a 10 padiglioni, una crescita ancora più importante se si pensa a quanto più fitti siano gli stand e a quanti brand prestigiosi si sono aggiunti. Un successo ottenuto grazie anche ai partner, che voglio qui ringraziare: Unionbirrai, FIC Federazione Italiana Cuochi, CAST Alimenti, Italgrob e Agenzia ICE, senza i quali non avremmo potuto ottenere simili risultati”.

“Ricordo il 2015 – ha esordito Ferraris – quando aprimmo questa fiera. Ne abbiamo fatta di strada assieme, da allora. Il settore è cresciuto con essa, a questa edizione annoveriamo 150 birrifici – circa cento nostri associati – che espongono, mentre al concorso Birra dell’Anno premieremo oltre 120 birre suddivise in 41 categorie, a rappresentare il “fermento” di questo settore”.

“Beer Attraction – ha commentato Caso – unisce tutta la filiera e noi, che rappresentiamo il mondo dei grossisti, abbiamo voluto esserci per chiudere il cerchio e contribuire alla crescita di tutto il comparto”.

“La FIC, che conta ben 19mila iscritti – ha detto il presidente Pozzulo – punta molto sui propri campionati non per la competizione in sé, ma perché consentono di valorizzare le tipicità italiane. Qui a Rimini vogliamo esaltare un modello di cucina fatto di confronto teso alla crescita, ecco perché ci fa oltremodo piacere che con noi ci siano quest’anno anche cuochi internazionali”.

“Questa città – ha sottolineato il sindaco Gnassi – è dentro una grande storia di sviluppo e cambiamento che passa anche dalla valorizzazione dei giacimenti agroalimentari, di cui la birra è parte essenziale. Il nostro territorio considera fondamentale il settore food & beverage e intende continuare ad investirci, giudicandolo asse strategico di sviluppo, da tutelare e valorizzare come fa la nostra fiera”.

“Ringrazio IEG per aver “coltivato” questa manifestazione – ha concluso l’assessore regionale Caselli – e averla fatta crescere. Avervi accostato l’horeca è stato ottimo, in Emilia-Romagna vantiamo 44 dop e igp, l’export di settore supera i 6 miliardi, e proseguiremo nella promozione dell’enogastronomia, così come della birra: in regione sono oltre 80 i birrifici artigianali, con imprese che rappresentano veri e propri motori di sviluppo e lavoro anche per zone disagiate, che puntano su abbinamenti con prodotti tipici dell’entroterra”.

Era presente all’inaugurazione anche il direttore di Federalimentare, Nicola Calzolaro.

In fiera oltre 600 aziende , tra le quali espositori provenienti da ben 10 paesi esteri: USA, Belgio, Germania, Spagna (con una collettiva da Valencia), Austria, Polonia, Francia, Gran Bretagna, Repubblica Ceca e Canada. Da non dimenticare la presenza del colosso americano Brewer Association (BA), associazione con quasi 5.000 produttori di birra artigianale.

Tante le produzioni birrarie innovative presenti in fiera: citiamo quelle inglesi invecchiate in botti di whisky, fatte col mosto di moscato, speziate al vin brulè o da abbinare a piatti particolari come la crema di zucca o i risotti.

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