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A Beer Attraction il progetto per una birra 100% italiana

Un’autentica filiera del luppolo, che parte dalla produzione e arriva fino alla trasformazione e commercializzazione del prodotto, con l’obiettivo finale di una birra nazionale, fatta interamente con prodotti dell’agricoltura italiana. È il progetto della rete “Luppolo Made in Italy”, promosso da un gruppo di produttori umbri che ha scelto di presentare l’iniziativa questa mattina a Beer Attraction negli spazi del BBTech Lab, in cerca di nuovi partner e di collaborazioni utili al progetto di ricerca. La guida scientifica è affidata al Cerb, il Centro di Eccellenza della Birra dell’Università di Perugia, e come spiega il professor Giuseppe Perretti, la sfida è quella di portare sul mercato un luppolo italiano derivante dalle piante selvatiche presenti nel nostro territorio.

Nel senso di luppolo sempre più made in Italy è andato anche l’interessante convegno che si è svolto ieri dal titolo “Luppoli d’Italia”, curato dal giornalista e agronomo Eugenio Pellicciari (Italian Hops Company) con il Beer Tender Riccardo Grana Castagnetti. “Contiamo sui nostri birrai”, dice Grana Castagnetti, che con Pellicciari ha avviato per primo la costruzione di una filiera del luppolo al cento per cento nostrana, “pur non avendo una cultura secolare alle spalle, potranno fare affidamento su un gusto e una tradizione gastronomica importanti per affinare i prodotti. Ad esempio le American Pale Ale sono una differenziazione delle Indian Pale Ale”.
 

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17 Ottobre 2017

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